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Carissimi, faccio seguito alle circolari nn. 292 e 295 per illustrarvi i dettagli della manifestazione svoltasi ieri, martedì 25 ottobre, al Senato della Repubblica di cui non avevo dato notizia precedentemente per evitare che, per motivi di ordine pubblico, ci fosse impedita. Tornando a casa in macchina, sabato 22 ottobre, dopo la riunione della Direzione Nazionale di Trento, mi resi conto che le decisioni assunte in Direzione, illustrate con la circolare n. 292, non erano sufficienti perché immaginavo che la legge di stabilità sarebbe stata approvata in pochi giorni, come accaduto per la manovra di luglio. Così, nel pomeriggio, ho comunicato a Giuseppe Terranova ed a Luisa Bartolucci, componenti dell’ufficio di presidenza, il mio nuovo piano di azione che è stato pienamente condiviso: avremmo costituito tre delegazioni, una dalla Campania, una dalla Sicilia, l’altra dalla Lombardia, tutte guidate da me; saremmo entrati in Senato, previ appuntamenti, e saremmo andati davanti alla Commissione Bilancio per parlare con il Presidente della Commissione ed il sottosegretario incaricato dal Governo di seguire il disegno di legge sulla stabilità. Nel frattempo un centinaio di ciechi ed ipovedenti provenienti dalla Campania e centocinquanta provenienti dal Lazio, avrebbero sostenuto dall’esterno la nostra azione. Ho coinvolto immediatamente i presidenti Regionali della Campania e del Lazio, Pietro Piscitelli e Annita Ventura, ottenendo il loro assoluto consenso. Lunedì, 24 ottobre, ho scritto al Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nostro Premio Braille. Precedentemente avevo coinvolto anche il sottosegretario Gianni Letta. Martedì mattina, 25 ottobre, ho scritto al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al sottosegretario del Ministero dell’Interno, Sonia Viale, ai senatori della Commissione Bilancio, una lettera tipo che allego, ed ho predisposto un comunicato stampa da inviare alle agenzie poco prima dell’inizio della manifestazione che avrebbe avuto luogo intorno alle ore 14,30. Nella tarda mattinata, insieme a Nicola Stilla e Claudio Romano, ho incontrato, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, il Senatore Roberto Mura, il Capo Gruppo del PD, Vidmer Mercatali e il Vice Presidente della Commissione Bilancio del Senato, Massimo Garavaglia, ricevendo un impegno di massima a sostenere la nostra causa. Nel frattempo la delegazione della Campania, costituita da Pietro Piscitelli, Giovanni D’Alessandro e Enzo Massa, incontravano i Senatori Anna Maria Carloni ed Alfonso Andria, entrambi del PD, ricevendo analogo impegno di massima. Alle 15,30, io, Giuseppe Terranova, Giuseppe Castronovo e Nicola Stilla, siamo entrati in Senato per incontrare i Senatori Salvo Fleres e Anna Cinzia Bonfrisco. Nel frattempo, erano già arrivati, davanti al Senato, i soci della Campania e del Lazio che, coordinati da Salvatore Romano e Giuliano Ciani, hanno sostenuto dall’esterno , senza particolari clamori, la nostra azione. La delegazione, da me guidata, è stata autorizzata a sostare davanti alla Commissione Bilancio. Dopo una telefonata di Giuseppe Castronovo al Senatore Giuseppe Firrarello, abbiamo appreso che saremmo stati ricevuti dal Presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzollini. Al termine della riunione della Commissione, il Presidente ci ha ricevuto insieme ai Capi gruppo della maggioranza, Gilberto Pichetto Fratin (PDL), Massimo Garavaglia (LN), i senatori Salvo Fleres, Anna Cinzia Bonfrisco ed il segretario della commissione, Paolo Tancredi. Dopo la mia illustrazione del problema, il Presidente Azzollini ha precisato che pur non potendo promettere niente si sarebbe occupato della questione favorevolmente. Ho eccepito che lui aveva la competenza esclusiva di ammettere o non ammettere gli emendamenti. Successivamente hanno preso la parola gli altri senatori presenti, riconoscendo che i tagli effettuati all’Unione erano sicuramente “anomali”, impegnandosi a sostenere la nostra causa. La mia impressione personale è che non pensano di ripristinare interamente i contributi previsti dalle Leggi 24/1996 e 379/1993 ma di ridurre il più possibile i danni. Subito dopo Giuseppe Terranova e Giuseppe Castronovo hanno incontrato il sen. Domenico Nania, vice presidente del Senato che ha ugualmente promesso di sostenere la nostra causa. Nel frattempo sono uscito dal Senato ed ho informato brevemente, eravamo senza megafono, i soci della Campania e del Lazio del colloquio avuto con il Presidente della Commissione e con gli altri senatori. Tutti hanno manifestato soddisfazione per il risultato ottenuto. Come ho scritto nel breve messaggio inviato con circolare n. 295, la prudenza è d’obbligo, ma ritengo che abbiamo acceso più di una speranza. Lasciatemi, ora, dire che tutto questo è stato possibile perché l’associazione si è mossa con tempestività e forte impegno, dimostrando ancora una volta che “UNITI SI VINCE”. Infine, sento il dovere di ringraziare sentitamente i colleghi della Direzione Nazionale, quelli che erano a Roma con me e quelli che sul territorio hanno contattato, ognuno secondo le proprie competenze, i senatori della Commissione Bilancio sensibilizzandoli e prendendo appuntamenti. Un grazie, anche, ai consiglieri nazionali ed in particolare a Nicola Stilla e Giuseppe Castronovo che hanno dato un contributo determinante al conseguimento del risultato. Naturalmente, il grazie più sentito deve essere espresso nei confronti dei soci della Campania e del Lazio che si sono sobbarcati la fatica del viaggio e della permanenza per molte ore, davanti all’ingresso del Senato in via degli Staderari. Debbo, inoltre, complimentarmi con loro perché hanno fedelmente rispettato le mie istruzioni di non lasciarsi andare a clamorose manifestazioni di protesta dal momento che non eravamo autorizzati. Siamo soltanto all’inizio della lotta, dovremo, quindi, essere pronti anche per eventuali ulteriori azioni; in particolare dobbiamo essere pronti per la battaglia sull’indennità di accompagnamento, che non sarà facile vincere; tuttavia, dovremo batterci con tutte le nostre energie per conservare un diritto che i nostri predecessori hanno strappato al prezzo di duri sacrifici e di lunghe lotte, facendo scrivere al Parlamento italiano una delle più belle pagine di civiltà giuridica. Cordiali saluti. IL PRESIDENTE NAZIONALE: Prof. Tommaso Daniele Alleg. 1 PN (TD/ts) S:SegreteriaComuneLetteresenatori.doc OGGETTO: Disegno di Legge n. 2968 Gentile Senatore, faccio appello alla Sua nota sensibilità e grande disponibilità per chiederLe un favore. So che in questo momento il Governo e l’intera classe politica sono in tutt'altre faccende affaccendati e, tuttavia, Le chiedo di esaminare, con l’attenzione che il caso richiede, il problema che sto per illustrarLe. Il ddl 2968 all'art. 4, commi 17 e 18, azzera praticamente i contributi previsti dalla legge 24/1996 e dalla legge 379/1993 finalizzati all'erogazione di servizi per i ciechi e gli ipovedenti. Il primo è ridotto ad Euro 65.000, dagli originali oltre due milioni di euro; il secondo è ridotto ad Euro 291.000, dagli originali oltre due milioni di euro. Questo significa cancellazione dei servizi erogati e licenziamento di almeno 50 unità di personale con la conseguenza di far tornare i ciechi e gli ipovedenti indietro di almeno 50 anni. Conoscendo la Sua sensibilità mi rifiuto di pensare che Lei condivida un tale provvedimento, penso, invece, che esso sia il frutto di qualche funzionario superficiale che non conosce le finalità delle leggi in parola. Non appena appresa la notizia, i ciechi e gli ipovedenti italiani mi hanno chiesto prepotentemente di iniziare una protesta a tempo indeterminato; ho sostenuto che il momento politico non era propizio e, tuttavia, non posso escludere che, addirittura oggi, da alcune regioni possano arrivare a Roma centinaia di ciechi ed ipovedenti per far sentire forte la loro indignazione. I ciechi e gli ipovedenti sono consapevoli della grave crisi economica che attraversa il Paese, ma si rifiutano di pagare due volte, una volta come cittadini, l'altra come disabili. La prego, quindi, di dare il Suo contributo per risolvere il problema. Osservo, inoltre, che il citato art. 4, commi 17 e 18, è in contraddizione con il decreto per lo sviluppo che il Governo sta elaborando: esso, infatti, si prefigge di aumentare i consumi e l'occupazione; nell'ipotesi invece che il ddl in oggetto venisse approvato senza modifiche, avremmo il risultato opposto: il licenziamento del nostro personale e la riduzione dei consumi da parte dei nostri iscritti, un universo di circa due milioni di ciechi ed ipovedenti. La prego, quindi, di predisporre un emendamento abrogativo dei citati commi 17 e 18 dell’art. 4 del disegno di legge in oggetto. In fiduciosa attesa, La saluto cordialmente. IL PRESIDENTE NAZIONALE Prof. Tommaso Daniele



Pubblicazione del: 26-10-2011
nella Categoria Generali


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Titolo Successivo: ECCO LE PROVVIDENZE ECONOMICHE PER L'INVALIDITA'

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